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“Capisco il mondo se lo disegno. Descrivo storie complicate con linee semplici. Mi interessa il tipo di linguaggio visivo che è creato dal comportamento umano. Le fonti della mia arte sono i media tradizionali, i posti in cui sto lavorando e le chiacchiere delle persone intorno a me al momento dell'installazione.” Così descrive il proprio processo creativo Dan Perjovschi, l’artista rumeno che ha raggiunto una solida notorietà internazionale attraverso i suoi disegni realizzati direttamente sui muri, sulle vetrate, sui pavimenti di musei, gallerie ed edifici pubblici o pubblicati in libri e giornali. L’immediatezza, la pungente ironia e la sottile intelligenza che traspare da questi disegni, volutamente stilizzati per essere ancora più incisivi, sono una reminescenza delle caricature e delle vignette satiriche. Uno spiccato interesse per la dimensione narrativa e le tecniche del racconto ha caratterizzato le ricerche artistiche contemporanee del primo decennio del Duemila: una vera e propria inclinazione estetica non riferibile all'ovvia componente narrativa – emersa a più riprese – delle vicende artistiche nel corso dell'ultimo secolo. Ne sono convinte Claire Gilman e Margaret Sundell curatici della vasta ricognizione The Storytellers, mostra itinerante che nel corso del 2010 ha toccato Stati Uniti, Canada e Europa. Quando, un anno fa, ci venne l’idea di far uscire dall’anonimato un luogo senza identità come la rampa di scale che unisce i sei piani del nostro edificio, solo alcune cose erano chiare, lasciate in buona parte all’immaginazione. Nel corso del 2010 è nato un progetto di corporate storytelling che ha visto coinvolti il mondo del writing – quel linguaggio artistico che si esprime sui muri e negli spazi urbani – e il mondo delle organizzazioni bancarie. Sviluppata nell’ambito del Servizio Formazione del Gruppo Intesa Sanpaolo, l'idea è stata quella di realizzare un’opera di “corporate graffiti” oggi visibile presso la sede stessa della Formazione nel quartiere Bonola a Milano. L’opera, chiamata /BAN.King dal suo stesso autore l'artista Verbo (Mitja Bombardieri), si basa su un progetto artistico complesso ed è stata coordinata da un gruppo di consulenti di narrazione d’impresa e curatori d’arte. >> Canale YouTube di BankingTheProject
Fà la cosa giusta, l’evento fieristico nato da Terre di Mezzo con il proposito di diffondere sul territorio nazionale le buone pratiche del consumo e della produzione, registra un progressivo interesse per il mondo che si riconosce sempre di più nella definizione di Economia Solidale; un sistema di relazioni economiche e sociali che vede protagonisti l’uomo e l’ambiente per coniugare lo sviluppo con l’equità, l’occupazione con la solidarietà e il risparmio con la qualità. Ciò ha favorito lo sviluppo di una vasta rete di manifestazioni dedicate ai temi della sostenibilità ambientale e responsabilità sociale con l’obiettivo di far conoscere i meccanismi dell’economia solidale a partire dall’esposizione di Milano nel 2004. Secondo i dati dello scorso anno la settima edizione nazionale di Fà la cosa giusta, ospitata presso i padiglioni 1 e 2 di FieraMilanoCity, ha registrato un afflusso di 65.000 persone con un incremento di un +30%. 1400 studenti, 630 giornalisti accreditati con una presenza “tecnica” di 620 espositori suddivisi nelle 12 sezioni della fiera. Nel circuito nazionale la fiera Fà la cosa giusta è presente con altre date anche nelle città di Genova, Torino e Trento. |
