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Scrivimi di te - Parte IV: Parole che cambiano la nostra rappresentazione del mondo.

Mi ha sempre affascinato l’idea che le parole – cariche di significato e dunque di forza – nascondano dentrodi sé un potere diverso e superiore rispetto a quello di comunicare e trasmettere messaggi, raccontare storie. L’idea cioè che abbiano il potere di produrre trasformazioni, che possano essere, letteralmente, lo strumento per cambiare il mondo.

 Gianrico Carofiglio

 

Da quando Steven Pinker ha pubblicato il primo libro della sua trilogia[1], abbiamo imparato a considerare il linguaggio non come un’invenzione culturale ma come una capacità istintiva dell’essere umano, né più ne meno come un ragno impara a tessere la sua tela perché “ha un cervello da ragno”, infatti, l’uomo impara il linguaggio:

Voi e io apparteniamo a una specie che ha una straordinaria capacità: plasmare con estrema precisione gli eventi nel cervello altrui. Non mi riferisco alla telepatia o al controllo della mente; strumenti del resto modesti anche nell’immagine che se ne fa chi ci crede, in confronto alla capacità di cui sto parlando e che è presente in ognuno di noi. Si tratta del linguaggio. Emettendo suoni con la bocca possiamo far sorgere l’uno nella mente dell’altro nuove combinazioni di idee dotate di un significato. Tanto naturale è per noi questa capacità che dimentichiamo quale miracolo sia.”[2]

Scrivimi di te - Parte III: Dimmi che aggettivo scegli...

Un'altra chiave di analisi narrativa ricca di stimoli viene offerta dagli studi di neurolinguistica. Un attento esame del ritmo narrativo, dello stile, della scelta degli aggettivi e della concatenazione dei tempi verbali ci darà, per esempio, importanti segnali su ingiunzioni e spinte: per esempio, in un caso un cliente utilizzava improvvisamente, in un racconto in tempo imperfetto, verbi al passato remoto e incalzava il ritmo del racconto ogni volta che compariva il lupo, una parte di lui dominata dalla spinta Sbrigati.

Scrivimi di te - Parte II

Le fiabe copionali – sulle tracce del copione[0]

Nessuno e nulla al di fuori di noi può dare significato alla nostra vita

Sigmund Freud

Partiamo da qui. Dalla trama che costruiamo per dare senso alla storia della nostra vita. E da tutte le informazioni che quella trama contiene su chi siamo e su chi diventeremo. Spiega bene Hillman:[1]

 

è la trama che ci dice il perché della piega che ha preso la nostra vita, è la trama che rivela le intenzioni umane; è la trama che mostra come tutto sia connesso e abbia senso

e più avanti

le trame sono miti, ed è nei miti che vanno trovate le risposte basilari al perché di una storia.[2]

Scrivimi di te - Parte I

Copione di vita e narrazione: la scrittura come strumento di lavoro per counselor e psicoterapeuti AT[1]

Il racconto è una delle grandi categorie della conoscenza che utilizziamo per comprendere e ordinare il mondoRoland Barthes

 

Il copione di vita, nella visione di [2]Fanita English che mi piace più di tutte ricordare, risponde a un bisogno profondo dell’essere umano, quello di strutturare il tempo, lo spazio dell’esistere e le relazioni che lo costellano. Un vero e prorio progetto di vita dunque. Imperfetto per definizione, un apprendimento limitato, a volte fortemente bloccante per le potenzialità dell’esistere della persona che lo ha creato. Eppure è un progetto di vita che sottende tutta un’idea, un immaginario e diverse visioni del mondo, è un mondo di convinzioni, di fantasie e di pensieri che popolano l’interiorità di un essere umano ordinandosi inconsapevolmente secondo schemi narrativi propri o condivisi. Schemi narrativi inconsci, storie strane, miti, fiabe, favole!

Il caso Charity:Water. Essere protagonisti di una storia reale

Qual è il ruolo dello storytelling nel no profit? Come coinvolgere le persone emotivamente e promuoverle ad autori del cambiamento sociale?

Partendo dal caso di Charity:Water che dal 2006 fa parlare di sé, sia da parte degli esperti di comunicazione che dei professionisti del fundraising, ci occuperemo prossimamente dell’applicazione dello storytelling presso le no profit, da quelle che si occupano di cooperazione internazionale a quelle che operano nella cura e nella prevenzione di malattie, per capire quali sono i diversi obiettivi che si intendono raggiungere attraverso la narrazione.

The story of charity: water – The 2009 September Campaign Trailerhttp://www.youtube.com/watch?v=rphhfy4qCfc

/BAN.King. Dov’è la scala?

Quando, un anno fa, ci venne l’idea di far uscire dall’anonimato un luogo senza identità come la rampa di scale che unisce i sei piani del nostro edificio, solo alcune cose erano chiare, lasciate in buona parte all’immaginazione.

Un segno sul muro per raccontare sé stessi e il proprio mondo

Nel corso del 2010 è nato un progetto di corporate storytelling che ha visto coinvolti il mondo del writing – quel linguaggio artistico che si esprime sui muri e negli spazi urbani – e il mondo delle organizzazioni bancarie. Sviluppata nell’ambito del Servizio Formazione del Gruppo Intesa Sanpaolo, l'idea è stata quella di realizzare un’opera di “corporate graffiti” oggi visibile presso la sede stessa della Formazione nel quartiere Bonola a Milano. L’opera, chiamata /BAN.King dal suo stesso autore l'artista Verbo (Mitja Bombardieri), si basa su un progetto artistico complesso ed è stata coordinata da un gruppo di consulenti di narrazione d’impresa e curatori d’arte.

>> Canale YouTube di BankingTheProject

 

QuallaM: raccontare la qualità

“QuallaM” è un interessante progetto ideato da Molteni&C per comunicare il tema della qualità. Molteni&C è un’azienda che opera nel settore dell’arredamento di design che ha sempre messo l’accento sul tema della qualità. “QuallaM” è il nome che è stato dato a un'iniziativa da cui sono nati un luogo e un libro oggetto che rappresenta un esempio efficace di come lo storytelling può essere utilizzato per comunicare il tema della qualità, insieme all'identità di un Gruppo.

http://www.molteni.it/Default.aspx#&&SHViewlet=Home

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>> Download: Narrare il Consumo - ebook (10.14 MB)

 

Il primo obiettivo che ci siamo dati nella realizzazione dell'ebook "Narrare il Consumo" è stato costruire un oggetto capace di incuriosire i nostri interlocutori e di poter parlare a più sensi rispetto al grande tema delle Scienze della Narrazione.

Per fare questo l'ebook doveva offrire un'esperienza diversa a ciascun lettore: da chi c'era a chi non c'era, dagli addetti ai lavori ai curiosi, dai lettori distratti ai più motivati. Ognuno alla fine del viaggio doveva trovarsi con in tasca qualcosa in più di quando era partito.

Abbiamo anche voluto tradurre il materiale a nostra disposizione in uno strumento: una lente attraverso la quale osservare, studiare e interpretare. Uno strumento di confronto, di discussione - e, perché no, anche da mettere in discussione.

La mappa mentale del Convegno, all’interno dell’ebook, propone una chiave di lettura, senza imporla. Porta all'attenzione del lettore due questioni fondamentali: da un lato l'esigenza, quasi fisiologica nel nostro vivere quotidiano, di costruire reti e percorsi di senso che supportino l'interpretazione, l'azione e la riflessione; dall'altro la liquidità dei fenomeni affrontati, che necessariamente si ripercuote su ogni struttura di senso.

Le "Risposte?" chiudono l'ebook riaffermando la natura dialogica della nostra ricerca rispetto al corporate storytelling. Il lettore è libero di interpretare le nostre riflessioni, di ampliarle, di capovolgerle.

La morale, ma è solo una delle infinite morali possibili, potrebbe essere: "cercavamo risposte, ma ogni risposta si è rivelata solo la premessa di un interrogativo più grande". E forse è proprio questo senso di slancio e di vertigine ad alimentare la nostra ricerca nel campo delle Scienze della Narrazione.

 

>> Speciale Narrare il Consumo: Secondo Convegno Nazionale sulla Narrazione d'Impresa

Speciale Narrare il Consumo: Secondo Convegno Nazionale sulla Narrazione d'Impresa

Il 25 ottobre 2010 si è tenuto a Pavia il secondo Convegno nazionale sulla narrazione d’impresa. Un’intera giornata di conferenze, testimonianze e interviste con i migliori professionisti del mondo corporate italiano. In poche parole: un grande evento.

Si è partiti da un tema, Narrare il consumo, per poi toccare tutti gli argomenti di massima impellenza sociale e scientifica. Un evento unico quanto necessario.

Questi i motivi per cui si è scelto di documentarlo in ogni sua sfaccettatura; per donarlo a voi, a tutti, sempre e in ogni luogo. Un vero e proprio patrimonio collettivo multimediale.

 

Un obbiettivo: superare noi stessi.Una promessa: farlo con il prossimo Convegno.

 

>> Flashback trailer>> "Narrare il Consumo" - ebook>> Tutti i video del Convegno>> Photo gallery

 

Speciale Narrare il Consumo: Secondo Convegno Nazionale sulla Narrazione d'Impresa

Il 25 ottobre 2010 si è tenuto a Pavia il secondo Convegno nazionale sulla narrazione d’impresa. Un’intera giornata di conferenze, testimonianze e interviste con i migliori professionisti del mondo corporate italiano. In poche parole: un grande evento.

Si è partiti da un tema, Narrare il consumo, per poi toccare tutti gli argomenti di massima impellenza sociale e scientifica. Un evento unico quanto necessario.

Questi i motivi per cui si è scelto di documentarlo in ogni sua sfaccettatura; per donarlo a voi, a tutti, sempre e in ogni luogo. Un vero e proprio patrimonio collettivo multimediale.

 

Un obbiettivo: superare noi stessi.Una promessa: farlo con il prossimo Convegno.

 

>> Flashback trailer>> "Narrare il Consumo" - ebook>> Tutti i video del Convegno>> Photo gallery

 

La narrazione come fondamento della relazione: numero del Magazine FERPi dedicato allo storytelling

Qual'è il ruolo della narrazione nella relazione tra organizzazione e pubblici?Quale contributo possono dare gli strumenti dello Storytelling al professionista delle relazioni pubbliche?

Nel numero di febbraio del Magazine FERPi professionisti delle relazioni pubbliche e delle discipline della narrazione riflettono su questi e altri temi, calandoli nella grande sfida dei mercati conversazionali.

Da un lato il crescente bisogno di relazione e coinvolgimento, dall'altro la pressione per organizzazioni e individui a essere "always in" - sempre immersi nella conversazione - e in grado di raccontare sé stessi in modo coerente e autentico.

Link al Magazine FERPi:'Relazioni Pubbliche', n. 63 - febbraio 2011

Compass: cinquant'anni di sogni realizzati

“La storia di Compass si identifica con la storia di 50 anni di sogni realizzati dagli italiani”: così Compass, società finanziaria del Gruppo Bancario Mediobanca, ha deciso di presentare il progetto per celebrare il proprio anniversario.

Per questa celebrazione è stato creato un sito, dove è possibile inviare la propria storia raccontata attraverso parole, immagini o anche fotografie, per creare un ricordo condiviso.

Nasce così un mosaico di vite che parlano, insieme a Compass, di un pezzo di storia italiana.

Link al sito:http://50annicompass.compassonline.it/

Per partecipare al 2° Convegno Nazionale sul Corporate Storytelling è necessario compliare il modulo di iscrizione e versare - tramite bonifico bancario sotto indicato - una quota di 30.00 euro.

Per gli studenti dell'Università di Pavia o di altre Università l'entrata è libera, ma è comunque richiesta l'iscrizione

Coordinate per il versamento:

Banca Fideuram

CC 

IBAN

Causale   

66/405028

IT14 V032 9601 6010 0006 6405 028

iscrizione Convegno Storytelling 2010

Riceverete una mail di conferma da portare con voi la mattina del Convegno per la procedura di registrazione.

Vai al programma del Convegno

Narrare il Consumo - 2° convegno nazionale sulla narrazione d'impresa

Narrare il Consumo2° Convegno Nazionale sulla narrazione d'impresa

Per iscriverti compila il form onlineModalità di partecipazione

Aula Magna Università degli Studi di Pavia - via Strada Nuova 65, Pavia25 ottobre 2010, 10.00 - 18.00

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