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Abbiamo visto come in Italia vi sia un frame principale e di come quasi tutta la contro narrazione avvenga al suo interno puntando a demolire una storia piuttosto che costruirne una nuova con cui conquistare gli elettori. Ilvo Diamanti, in un editoriale su La Repubblica (24 gennaio 2011) dal titolo “E se il cavaliere uscisse di scena” compie un’analisi che avvalora in qualche modo quanto detto sul frame principale. Cito un passaggio: “[…] l'intera architettura di questa Repubblica è stata concepita da lui [Berlusconi]. E si regge su di lui. Perché Silvio Berlusconi è l'inventore della Seconda Repubblica. Colui che ha imposto la personalizzazione e il marketing in politica. Il format a cui si sono uniformati tutti i partiti, a destra e a sinistra. Berlusconi: ha alimentato l'anticomunismo e, in modo simmetrico, l'antiberlusconismo. Insieme al contrasto Nord-Sud e all'orientamento anti-romano, affermati dalla Lega, le fratture "ideologiche" più importanti degli ultimi 17 anni […] se Berlusconi uscisse di scena, occorrerebbe ri-costruire, ri-formare e ri-fondare la nostra democrazia attraverso "un processo costituente condiviso" […]” All’interno del PD, c’è chi pensa che l’individuazione di un leader avviene come se ancora fosse espressione di una narrazione corale ideologica; della quale, tuttavia, rimane svuotato. Questo ha ridotto spazio al naturale affiorare di nuovi leader in grado di guidare un processo di evoluzione che in molti, nel partito e tra gli elettori, chiedono. Evoluzione che potrebbe avvenire attraverso un personaggio capace di proporre una visione di futuro, un cambiamento di punto di vista, in cui l’elettore può identificarsi e riversare le proprie speranze. Il risultato delle recenti elezioni amministrative ha messo in evidenza che nelle 13 maggiori città in cui si è votato (capoluoghi regionali e/o i comuni con almeno 100.000 abitanti) il blocco del centrodestra ha perso almeno 6 punti percentuali, quello del centro sinistra oltre il 14. L’uno e l’altro stanno sperimentando una diminuzione di consenso già intuibile, peraltro, nell’andamento generale dei sondaggi degli ultimi due anni. Da un punto di vista narrativo è evidente che entrambi i poli stanno soffrendo una mancanza di racconto politico capace di creare identificazione negli elettori e quindi di generare consenso: la linea narrativa del fango gettato sull’avversario, da un lato, e l’assenza di un racconto credibile per il futuro dei cittadini, dall’altro, stanno portando a uno scollamento tra politica e realtà nella percezione degli elettori. Con l’annuncio della sua candidatura alle primarie del centrosinistra nel luglio del 2010, Nichi Vendola ha dato inizio ad una nuova narrazione politica capace di intercettare la memoria e il momento biografico dell’area elettorale di sinistra e di quei cittadini che si sentono poco o niente rappresentati. Vendola, narrativamente parlando, si pone come un eroe politico attraverso cui l’elettore può vivere un viaggio di cambiamento e speranza verso il futuro. Il fatto che la Lega Nord riesca ad essere a Roma, come forza di Governo, e allo stesso tempo a gridare contro Roma è possibile per il tipo di frame (quadro narrativo) che essa ha saputo crearsi. La Lega sviluppa la propria politica e prende le proprie decisioni da un frame indipendente da qualunque altro presente oggi in Italia. All’interno di esso la Lega avanza le proprie rivendicazioni nordiste nei confronti di Roma, accusando lo Stato italiano di essere centralista e sprecone. Allo stesso tempo, però, è forza di governo a Roma. Perché le due cose non si contraddicono? Un frame narrativo è un quadro di senso, una cornice di significati all’interno della quale avviene una narrazione. E’ un contenitore che influisce sul contenuto. Se guardiamo il contenuto di una bottiglia di vetro colorato, lo percepiamo in modo dipendente dal colore del contenitore. Per vedere il reale colore del liquido contenuto, dovremmo farlo uscire dalla bottiglia. In Italia, vi è un frame dominante, ed è quello costituito dalla narrazione politica di Silvio Berlusconi. Una narrazione apparsa nel 1994 ma in realtà iniziata prima, con la costruzione di una storia di imprenditore di successo poi travasata (con tutta la sua forza rappresentativa sul piano umano e pragmatico) sul nuovo personaggio politico che andava ad incarnare. La politica si rivolge sempre più ai cittadini come a veri e propri (e)lettori di una narrazione che mira a creare partecipazione e consenso. Negli ultimi dieci anni l’attenzione degli elettori si è sempre più spostata dalle narrazioni corali di partito a quelle del singolo personaggio politico. La capacità di raccontare la propria narrazione vivente in modo credibile, convincente, coinvolgente è diventato elemento fondamentale per chi vuole far conoscere e comprendere il proprio punto di vista. L’arte politica e l’arte di governare, hanno bisogno dell’arte di comunicare e, in particolare, dell’antica arte di raccontare. "La notte che gli scagnozzi di Mubarak ci attaccarono - in quella che sarebbe stata chiamata la battaglia dei cammelli - ero in preda al terrore. Credevo che ci avrebbero sparato, mettendo fine a tutto questo. Il punto di svolta per me è stato quando ho visto quante persone erano pronte ad affrontare la morte per ciò in cui credevano". Il racconto di Women of the Revolution procede con la storia di Mona Seif: ricercatrice e blogger che nello spirito di piazza Tahir è riuscita a lasciarsi alle spalle la paura, scoprendo un nuovo senso di appartenenza, di ammirazione e di sicurezza verso le persone che la circondavano. "Non mi sono mai sentita tanto in pace e sicura come in quei giorni in piazza Tahir". Link all'articolo Women of the revolution su Al Jazeera English:http://english.aljazeera.net/indepth/features/2011/02/2011217134411934738.html Poche cose sono più difficili da comprendere, per un occidentale mediamente (e mediaticamente) distratto, delle vicende politiche dei nostri dirimpettai del Mediterraneo. Le notizie dal nord Africa sembrano sempre portarci venti d'odio e di sangue, di sopraffazione e di terrore, e raramente riusciamo a guardare negli occhi gli uomini e le donne che giorno dopo giorno sotto a quel polverone portano avanti le proprie vite.Ma quando ci si imbatte in un articolo come Women of the revolution, e in storie come quelle di Asmaa Mahfouz, Mona Seif, Gigi Ibrahim e Salma El Tarzi, è difficile non lasciarsi coinvolgere ed emozionare.
Link all'articolo Women of the revolution su Al Jazeera English:http://english.aljazeera.net/indepth/features/2011/02/2011217134411934738.html [issuu layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fdark%2Flayout.xml showflipbtn=true autoflip=true autofliptime=7000 documentid=110221172813-f9c1377ff6974f0bb80be94de5a2392f docname=narrareilconsumo username=OsservatorioStorytelling loadinginfotext=Narrare%20il%20Consumo%20-%20ebook showhtmllink=false tag=convegno width=700 height=500 unit=px] >> Download: Narrare il Consumo - ebook (10.14 MB)
Il primo obiettivo che ci siamo dati nella realizzazione dell'ebook "Narrare il Consumo" è stato costruire un oggetto capace di incuriosire i nostri interlocutori e di poter parlare a più sensi rispetto al grande tema delle Scienze della Narrazione. Per fare questo l'ebook doveva offrire un'esperienza diversa a ciascun lettore: da chi c'era a chi non c'era, dagli addetti ai lavori ai curiosi, dai lettori distratti ai più motivati. Ognuno alla fine del viaggio doveva trovarsi con in tasca qualcosa in più di quando era partito. Abbiamo anche voluto tradurre il materiale a nostra disposizione in uno strumento: una lente attraverso la quale osservare, studiare e interpretare. Uno strumento di confronto, di discussione - e, perché no, anche da mettere in discussione. La mappa mentale del Convegno, all’interno dell’ebook, propone una chiave di lettura, senza imporla. Porta all'attenzione del lettore due questioni fondamentali: da un lato l'esigenza, quasi fisiologica nel nostro vivere quotidiano, di costruire reti e percorsi di senso che supportino l'interpretazione, l'azione e la riflessione; dall'altro la liquidità dei fenomeni affrontati, che necessariamente si ripercuote su ogni struttura di senso. Le "Risposte?" chiudono l'ebook riaffermando la natura dialogica della nostra ricerca rispetto al corporate storytelling. Il lettore è libero di interpretare le nostre riflessioni, di ampliarle, di capovolgerle. La morale, ma è solo una delle infinite morali possibili, potrebbe essere: "cercavamo risposte, ma ogni risposta si è rivelata solo la premessa di un interrogativo più grande". E forse è proprio questo senso di slancio e di vertigine ad alimentare la nostra ricerca nel campo delle Scienze della Narrazione.
>> Speciale Narrare il Consumo: Secondo Convegno Nazionale sulla Narrazione d'Impresa Il 25 ottobre 2010 si è tenuto a Pavia il secondo Convegno nazionale sulla narrazione d’impresa. Un’intera giornata di conferenze, testimonianze e interviste con i migliori professionisti del mondo corporate italiano. In poche parole: un grande evento. Si è partiti da un tema, Narrare il consumo, per poi toccare tutti gli argomenti di massima impellenza sociale e scientifica. Un evento unico quanto necessario. Questi i motivi per cui si è scelto di documentarlo in ogni sua sfaccettatura; per donarlo a voi, a tutti, sempre e in ogni luogo. Un vero e proprio patrimonio collettivo multimediale.
Un obbiettivo: superare noi stessi.Una promessa: farlo con il prossimo Convegno.
>> Flashback trailer>> "Narrare il Consumo" - ebook>> Tutti i video del Convegno>> Photo gallery
Il 25 ottobre 2010 si è tenuto a Pavia il secondo Convegno nazionale sulla narrazione d’impresa. Un’intera giornata di conferenze, testimonianze e interviste con i migliori professionisti del mondo corporate italiano. In poche parole: un grande evento. Si è partiti da un tema, Narrare il consumo, per poi toccare tutti gli argomenti di massima impellenza sociale e scientifica. Un evento unico quanto necessario. Questi i motivi per cui si è scelto di documentarlo in ogni sua sfaccettatura; per donarlo a voi, a tutti, sempre e in ogni luogo. Un vero e proprio patrimonio collettivo multimediale.
Un obbiettivo: superare noi stessi.Una promessa: farlo con il prossimo Convegno.
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Qual'è il ruolo della narrazione nella relazione tra organizzazione e pubblici?Quale contributo possono dare gli strumenti dello Storytelling al professionista delle relazioni pubbliche? Nel numero di febbraio del Magazine FERPi professionisti delle relazioni pubbliche e delle discipline della narrazione riflettono su questi e altri temi, calandoli nella grande sfida dei mercati conversazionali. Da un lato il crescente bisogno di relazione e coinvolgimento, dall'altro la pressione per organizzazioni e individui a essere "always in" - sempre immersi nella conversazione - e in grado di raccontare sé stessi in modo coerente e autentico. Link al Magazine FERPi:'Relazioni Pubbliche', n. 63 - febbraio 2011 Confindustria Verona guarda al futuro, chiedendo ai giovani di raccontare il territorio di domani. Grande Verona Giovani (GVG2020) è un progetto di Urban Storytelling che vede il racconto come condivisione del vissuto urbano e proiezione verso il futuro. Attraverso il blog GVG2020, la pagina Facebook, MySpace, Youtube e Twitter gli imprenditori di domani possono dare corpo a idee, prospettive e speranze che riguardano il territorio e il benessere dei suoi abitanti, scegliendo liberamente una forma d'espressione. Per partecipare al 2° Convegno Nazionale sul Corporate Storytelling è necessario compliare il modulo di iscrizione e versare - tramite bonifico bancario sotto indicato - una quota di 30.00 euro. Per gli studenti dell'Università di Pavia o di altre Università l'entrata è libera, ma è comunque richiesta l'iscrizione Coordinate per il versamento: Banca Fideuram CC IBAN Causale 66/405028 IT14 V032 9601 6010 0006 6405 028 iscrizione Convegno Storytelling 2010 Riceverete una mail di conferma da portare con voi la mattina del Convegno per la procedura di registrazione. Narrare il Consumo2° Convegno Nazionale sulla narrazione d'impresaPer iscriverti compila il form onlineModalità di partecipazione Aula Magna Università degli Studi di Pavia - via Strada Nuova 65, Pavia25 ottobre 2010, 10.00 - 18.00 |
