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Tag: Società Ordina
"Acrobatica…mente", artistica…mente, narrativa…mente

La mente umana è per sua natura acrobatica, artistica e… narrativa.

La mente ha bisogno di raccontare, ancora di più quando la malattia mentale sembra creare un muro di ombre e silenzi.

Così una mostra, Acrobazie 12345, che raccoglie le opere artistiche di pazienti psichiatrici, vuole far conoscere l’arte terapia e l’arte outsider.

Parallelamente un breve ciclo di conferenze, Acrobatica…mente, con interventi di neuroscienziati, psichiatri, psicoterapeuti e artisti, indaga i rapporti tra arte e cervello, spingendosi verso le frontiere delle “neuroscienze umanistiche” e della “neuroestetica”: l’espressione artistica diventa forma di comunicazione e narrazione biografica del sé.

Ecco come la narrazione arriva ad abbracciare medicina, biologia, arte e filosofia, riconfermandosi ancora una volta nella sua natura transnarrativa.

Abbiamo visto come in Italia vi sia un frame principale e di come quasi tutta la contro narrazione avvenga al suo interno puntando a demolire una storia piuttosto che costruirne una nuova con cui conquistare gli elettori.

Ilvo Diamanti, in un editoriale su La Repubblica (24 gennaio 2011) dal titolo “E se il cavaliere uscisse di scena” compie un’analisi che avvalora in qualche modo quanto detto sul frame principale. Cito un passaggio: “[…] l'intera architettura di questa Repubblica è stata concepita da lui [Berlusconi]. E si regge su di lui. Perché Silvio Berlusconi è l'inventore della Seconda Repubblica. Colui che ha imposto la personalizzazione e il marketing in politica. Il format a cui si sono uniformati tutti i partiti, a destra e a sinistra. Berlusconi: ha alimentato l'anticomunismo e, in modo simmetrico, l'antiberlusconismo. Insieme al contrasto Nord-Sud e all'orientamento anti-romano, affermati dalla Lega, le fratture "ideologiche" più importanti degli ultimi 17 anni […] se Berlusconi uscisse di scena, occorrerebbe ri-costruire, ri-formare e ri-fondare la nostra democrazia attraverso "un processo costituente condiviso" […]”

Anche Ippocrate racconta

 

Ebbene sì, anche i medici “narrano”; ne è un esempio Ri-animazione. Tecnica e sentimento di Alberto Zangrillo, Direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e della Terapia Intensiva Cardiochirurgica presso l’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele (http://www.sanraffaele.org/62276.html).In veste di storyteller, ha voluto narrare la sua storia di medico e le tante storie dei suoi pazienti, sospesi tra la vita e la morte: un allineamento discorsivo fatto sì di tecnica, ma soprattutto di profonda passione e fortissimo sentimento per la vita.

“A volte ho pensato, nel corso della mia carriera, che il rianimatore si avvicini al malato come un attore che debba mettere in scena un’opera e che la mia professione sia un procedere in cui occorre continuamente leggere e comprendere il malato.

L’attore si deve accostare all’opera, deve conoscerla, studiarla, impararne il copione e può, tramite il suo lavoro, scovare moltissime vie per approcciare il testo, per interpretare la vicenda, per calarsi nel personaggio”.

 

Lo scenario politico-narrativo italiano - Parte IV: Matteo Renzi, l’inizio di una nuova narrazione per il PD?

All’interno del PD, c’è chi pensa che l’individuazione di un leader avviene come se ancora fosse espressione di una narrazione corale ideologica; della quale, tuttavia, rimane svuotato.

Questo ha ridotto spazio al naturale affiorare di nuovi leader in grado di guidare un processo di evoluzione che in molti, nel partito e tra gli elettori, chiedono.

Evoluzione che potrebbe avvenire attraverso un personaggio capace di proporre una visione di futuro, un cambiamento di punto di vista, in cui l’elettore può identificarsi e riversare le proprie speranze.

Quale futuro, se la narrazione politica non incontra più la storia di vita dei cittadini?

Il risultato delle recenti elezioni amministrative ha messo in evidenza che nelle 13 maggiori città in cui si è votato (capoluoghi regionali e/o i comuni con almeno 100.000 abitanti) il blocco del centrodestra ha perso almeno 6 punti percentuali, quello del centro sinistra oltre il 14. L’uno e l’altro stanno sperimentando una diminuzione di consenso già intuibile, peraltro, nell’andamento generale dei sondaggi degli ultimi due anni. Da un punto di vista narrativo è evidente che entrambi i poli stanno soffrendo una mancanza di racconto politico capace di creare identificazione negli elettori e quindi di generare consenso: la linea narrativa del fango gettato sull’avversario, da un lato, e l’assenza di un racconto credibile per il futuro dei cittadini, dall’altro, stanno portando a uno scollamento tra politica e realtà nella percezione degli elettori.

Lo scenario politico-narrativo italiano - Parte III: Vendola, dito nella piaga del Partito Democratico

Con l’annuncio della sua candidatura alle primarie del centrosinistra nel luglio del 2010, Nichi Vendola ha dato inizio ad una nuova narrazione politica capace di intercettare la memoria e il momento biografico dell’area elettorale di sinistra e di quei cittadini che si sentono poco o niente rappresentati.

Vendola, narrativamente parlando, si pone come un eroe politico attraverso cui l’elettore può vivere un viaggio di cambiamento e speranza verso il futuro.

Lo scenario politico-narrativo italiano - Parte II: Il frame della Lega Nord

Il fatto che la Lega Nord riesca ad essere a Roma, come forza di Governo, e allo stesso tempo a gridare contro Roma è possibile per il tipo di frame (quadro narrativo) che essa ha saputo crearsi.

La Lega sviluppa la propria politica e prende le proprie decisioni da un frame indipendente da qualunque altro presente oggi in Italia. All’interno di esso la Lega avanza le proprie rivendicazioni nordiste nei confronti di Roma, accusando lo Stato italiano di essere centralista e sprecone. Allo stesso tempo, però, è forza di governo a Roma.

Perché le due cose non si contraddicono?

“Capisco il mondo se lo disegno”

“Capisco il mondo se lo disegno. Descrivo storie complicate con linee semplici. Mi interessa il tipo di linguaggio visivo che è creato dal comportamento umano. Le fonti della mia arte sono i media tradizionali, i posti in cui sto lavorando e le chiacchiere delle persone intorno a me al momento dell'installazione.”

Così descrive il proprio processo creativo Dan Perjovschi, l’artista rumeno che ha raggiunto una solida notorietà internazionale attraverso i suoi disegni realizzati direttamente sui muri, sulle vetrate, sui pavimenti di musei, gallerie ed edifici pubblici o pubblicati in libri e giornali. L’immediatezza, la pungente ironia e la sottile intelligenza che traspare da questi disegni, volutamente stilizzati per essere ancora più incisivi, sono una reminescenza delle caricature e delle vignette satiriche.

Il conformismo regna ma l'eccezione domina

“Differente. Il conformismo regna ma l'eccezione domina” (ETAS, 2010)

Mettetevi comodi. Questo libro non vi permetterà di imparare a memoria quattro, al massimo cinque, concetti base da utilizzare nel prossimo meeting con qualche senior manager. Non vi darà delle certezze, non vi permetterà di saltare di capitolo in capitolo cercando di imparare a memoria qualche slogan ad effetto.

Non saltate l’introduzione, anche questa è parte integrante del libro.

Mettetevi comodi e lasciatevi trasportare dal discorso, un discorso che mescola vita e pensieri dell’autrice Youngme Moon ad una analisi impietosa di come debba cambiare il vostro modo di competere.

Un frame narrativo è un quadro di senso, una cornice di significati all’interno della quale avviene una narrazione. E’ un contenitore che influisce sul contenuto. Se guardiamo il contenuto di una bottiglia di vetro colorato, lo percepiamo in modo dipendente dal colore del contenitore. Per vedere il reale colore del liquido contenuto, dovremmo farlo uscire dalla bottiglia.

In Italia, vi è un frame dominante, ed è quello costituito dalla narrazione politica di Silvio Berlusconi. Una narrazione apparsa nel 1994 ma in realtà iniziata prima, con la costruzione di una storia di imprenditore di successo poi travasata (con tutta la sua forza rappresentativa sul piano umano e pragmatico) sul nuovo personaggio politico che andava ad incarnare.

Lo spirito di Tahrir: Mona Seif, la rivelazione e il momento di grazia

"La notte che gli scagnozzi di Mubarak ci attaccarono - in quella che sarebbe stata chiamata la battaglia dei cammelli - ero in preda al terrore. Credevo che ci avrebbero sparato, mettendo fine a tutto questo. Il punto di svolta per me è stato quando ho visto quante persone erano pronte ad affrontare la morte per ciò in cui credevano".

Il racconto di Women of the Revolution procede con la storia di Mona Seif: ricercatrice e blogger che nello spirito di piazza Tahir è riuscita a lasciarsi alle spalle la paura, scoprendo un nuovo senso di appartenenza, di ammirazione e di sicurezza verso le persone che la circondavano.

"Non mi sono mai sentita tanto in pace e sicura come in quei giorni in piazza Tahir".

Link all'articolo Women of the revolution su Al Jazeera English:http://english.aljazeera.net/indepth/features/2011/02/2011217134411934738.html

Lo spirito di Tahrir: le donne della rivoluzione egiziana

Poche cose sono più difficili da comprendere, per un occidentale mediamente (e mediaticamente) distratto, delle vicende politiche dei nostri dirimpettai del Mediterraneo. Le notizie dal nord Africa sembrano sempre portarci venti d'odio e di sangue, di sopraffazione e di terrore, e raramente riusciamo a guardare negli occhi gli uomini e le donne che giorno dopo giorno sotto a quel polverone portano avanti le proprie vite.Ma quando ci si imbatte in un articolo come Women of the revolution, e in storie come quelle di Asmaa Mahfouz, Mona Seif, Gigi Ibrahim e Salma El Tarzi, è difficile non lasciarsi coinvolgere ed emozionare.

 

Link all'articolo Women of the revolution su Al Jazeera English:http://english.aljazeera.net/indepth/features/2011/02/2011217134411934738.html

"Storia di famiglie". Costruire e diffondere memorie

Ci sono storie e frammenti di una vita ormai passata, ricordi e testimonianze.Ci sono memorie nelle case degli italiani che testimoniano il periodo più buio della nostra storia.

Per raccogliere questo importante patrimonio è nata la campagna di comunicazione istituzionale “Storia di famiglie” , promossa dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah.  L'importanza dell'iniziativa è data dal coinvolgimento diretto dei cittadini che possono dare il loro contributo attraverso i propri documenti e materiali, per costruire musei sulla Shoah e l'ebraismo nel nostro Paese.

Il ricordo di ognuno contribuisce a creare la memoria di tutti.

Link istituzionale

http://www.interno.it/mininterno/site/it/sezioni/sala_stampa/speciali/Storie_di_famiglia/index.html

 

Tags: Società
La narrazione come fondamento della relazione: numero del Magazine FERPi dedicato allo storytelling

Qual'è il ruolo della narrazione nella relazione tra organizzazione e pubblici?Quale contributo possono dare gli strumenti dello Storytelling al professionista delle relazioni pubbliche?

Nel numero di febbraio del Magazine FERPi professionisti delle relazioni pubbliche e delle discipline della narrazione riflettono su questi e altri temi, calandoli nella grande sfida dei mercati conversazionali.

Da un lato il crescente bisogno di relazione e coinvolgimento, dall'altro la pressione per organizzazioni e individui a essere "always in" - sempre immersi nella conversazione - e in grado di raccontare sé stessi in modo coerente e autentico.

Link al Magazine FERPi:'Relazioni Pubbliche', n. 63 - febbraio 2011

Life in a day. Solo un film?

Raccontare la storia di un giorno sulla terra raccogliendo testimoninaze da più parti del mondo.Questo è in sintesi ciò che è stato presentato il 27 gennaio al Sundance film festival.Life in a day, firmato Ridley Scott e diretto dal regista Kevin Macdonald, è il primo film-documentario creato con video pubblicati su Youtube.

Grazie alla raccolta di video (più di 80.000 da 190 paesi), girati nella sola giornata dello scorso 24 luglio dagli utenti di Youtube, è stato possibile condensare in 90 minuti miliardi di prospettive, generando un esperimento unico di social film-making.

Ciò che accomuna questa miriade di storie sono i temi di fondo, agli utenti è stato infatti chiesto di inviare filmati che rispondessero a tre semplici domande: cosa amate? Cosa vi spaventa? E cosa c'è nelle vostre tasche?

Un film che rappresenta ciò che realmente accade nel mondo, una visione autentica di storie diverse ma in fondo uguali.

Link al canale Youtube

http://www.youtube.com/user/lifeinaday

Il downshifter Simone Perotti: il racconto di chi ha scelto di vivere una vita diversa

Scegliere di cambiare vita. Dopo 20 anni di carriera aziendale lasciare tutto e vivere fuori dallo schema del lavoro quotidiano, in modo semplice, coltivando le proprie passioni e i propri interessi. Questo è il downshifting.

Il 20 gennaio è uscito “Avanti tutta”. L’autore è Simone Perotti che dopo aver scritto “Adesso basta” ha deciso di raccontare la sua esperienza da downshifter.

In un momento di grave crisi c’è chi ci mostra come si possa cambiare vita. Senza avere paura.

 

"Avanti tutta" su Chiareletterehttp://www.chiarelettere.it/dettaglio/68572/avanti_tutta

Grande Verona Giovani 2020, un futuro a più voci

Confindustria Verona guarda al futuro, chiedendo ai giovani di raccontare il territorio di domani.

Grande Verona Giovani (GVG2020) è un progetto di Urban Storytelling che vede il racconto come condivisione del vissuto urbano e proiezione verso il futuro. Attraverso il blog GVG2020, la pagina Facebook, MySpace, Youtube e Twitter gli imprenditori di domani possono dare corpo a idee, prospettive e speranze che riguardano il territorio e il benessere dei suoi abitanti, scegliendo liberamente una forma d'espressione.

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