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Visual Storytelling

celebraGary e Spike sono due personaggi a fumetti creati in Italia nel 1975 da Fulvio Bernardini in arte Fulber.

Dall'anno 2000 dopo una lunga esperienza nel campo dei racconti illustrati in forma sequenziale, i due cartoon approdano nella loro prima collana seriale nella regione del Trentino per trattare temi esclusivamente a carattere culturale, territoriale e identitario a favore delle nuove generazioni. Attualmente le collane sono quadruplicate con un ventaglio di argomenti molto vasto.

Grazie all'utilizzo dell'intrigo narrativo strategicamente incline a produrre emozioni e l'uso di un linguaggio semplice e accattivante vengono così sintetizzati argomenti complessi come la storia del proprio territorio in tutte le sue varianti (aree geografiche, tradizioni popolari, personaggi); i nuovi stili di vita sostenibili e la conoscenza del consumo critico; il disagio sociale come le forme di bullismo, l'intolleranza e la guida in stato di ebbrezza; la disabilità vista dal loro interno; la prevenzione dei pericoli e la sicurezza in casa e all'aperto, la tutela dell'ambiente e dei parchi naturali, i fenomeni geofisici e il dissesto idrogeologico; l'educazione sanitaria e la biologia molecolare del corpo umano; la storia e le radici del nostro passato.

Anche le vicende storiche e le cronache del tempo si fondono con la dimensione fantastica che funge da collante per raccontare la realtà. Ed è in occasione delle celebrazioni dell'Unità d'Italia che desideriamo fornirvi un primo piccolo contributo narrativo di grande attualità, quale esempio di comicstelling: la rivisitazione illustrata dello sbarco dei Mille a Marsala, leggendario momento sviluppato in tre appuntamenti nel web.

a cura di Fulvio Bernardini

Gary e Spike: Garibaldini da Leggenda - puntata 1 di 3

150GARIBALDI1La storia scritta e illustrata in tre tempi, analizza con grande sintesi e da un’angolazione odierna alcuni momenti vissuti da Giuseppe Garibaldi durante l’arrivo e lo sbarco a Marsala l’11 maggio 1860 con un accenno neanche troppo velato sul ruolo avuto dalla lingua italiana come elemento aggregante di unità.

La scelta di questa specifica vicenda è motivata dal fatto che si tratta probabilmente di uno degli avvenimenti più popolari e controversi del Risorgimento italiano che portò alla liberazione della Sicilia e del Mezzogiorno continentale dai Borbonici, per favorire poi il processo di unificazione nazionale.

Alcune scene vogliono caratterizzare più di altre la rappresentazione del racconto italiano, quale ad esempio la pittoresca parlata di Garibaldi ricca di fervore rivoluzionario che si esprime esattamente come era in uso all’epoca (e riscontrabile nei diari dell’eroe dei Due Mondi), maggiormente contrastata dallo stupore dei nostri due narratori-protagonisti di fantasia Gary e Spike catapultati in un colpo… di vento dal XXI secolo al 1860 e con l’atmosfera plumbea che si doveva respirare a bordo del piroscafo Piemonte, stipato all’inverosimile di uomini in viaggio per la Sicilia.

Infine alcune icone della nostra identità Paese come il tricolore che funge anche da passaggio temporale tra le due epoche, la figura riconoscibile a tutti di Giuseppe Garibaldi e le divise garibaldine indossate dai nostri argonauti della storia. E il territorio italiano geograficamente rappresentato nella sua fase politica all’alba della sua unificazione. Altro intuibile aspetto osservabile in una sequenza della tavola: il fucile tenuto dal “garibaldino” Spike che ricorda la precarietà nell’assetto militare di quell’armata Brancaleone sorretta e spinta a combattere l’organizzato esercito borbonico, dal vento patriottico dell’epoca.

Curiosità Storiche

Questa rappresentazione disegnata, presenta altri aspetti curiosi che non emergono nelle sequenze ma che hanno concorso allo sviluppo fedele della sua stesura. Ci riferiamo ai rari acquerelli ritrovati di Giuseppe Nodari, artista e “cronista” dell’epoca facente parte dei Mille di Garibaldi, che hanno permesso di ricreare fedelmente, luoghi, particolari e costumi, immortalati nei suoi dipinti.

Nelle prossime tavole, altre suggestioni.

2011 © Fulber Creazioni Trento

   

Gary e Spike: Garibaldini da Leggenda - puntata 2 di 3

Nella primavera del 1860 il piccolo stato sabaudo del Regno di Sardegna che guidava il processo di unificazione dell’Italia, concluse vittoriosamente la II guerra d’Indipendenza annettendosi la Lombardia; qualche mese più tardi fecero seguito le annessioni dell’Emilia, della Romagna e della Toscana in modo più pacifico grazie alla diplomazia di Cavour, geniale Primo Ministro del Regno di Sardegna che seppe tenere quiete le due maggiori potenze straniere interessate all’Italia: la Francia e l’Austria.

garibaldi2Solo il Veneto, lo Stato Pontificio e l’Italia meridionale rimanevano ancora sotto il dominio dei sovrani. Ribellioni contro il potere borbonico si erano verificate anche in Sicilia ma senza successo. Fu Francesco Crispi, l’uomo designato dai siciliani con l’incarico di contattare Garibaldi in Piemonte per organizzare una rivolta armata in Sicilia. Il perché Crispi non si rivolse direttamente al Governo piemontese, spiega la delicatezza dei meccanismi della politica di allora: alla richiesta di intervento dei piemontesi Cavour sarebbe stato costretto a opporre un rifiuto. I borbonici infatti, godevano della protezione della Francia e dell’Austria, potenze che non avrebbero mai permesso l’invasione di un territorio alleato. Cavour con fine astuzia politica e informato dei progetti di Crispi e Garibaldi, fece intendere che avrebbe segretamente appoggiato l’impresa, mettendo però subito in chiaro che il Governo piemontese sarebbe dovuto risultare completamente estraneo al progetto, fino ad opera conclusa.

Curiosità storiche

E’ l’11 maggio 1860 quando il piccolo convoglio formato da due piroscafi a ruote della compagnia genovese dell’armatore Raffaele Rubattino giunge in vista dell’arcipelago delle Egadi. Giuseppe Garibaldi si trova a bordo del Piemonte condotto dal nocchiere palermitano Salvatore Castiglia mentre il Lombardo, più lento nella navigazione è comandato da Gerolamo (Nino) Bixio.

E’ l’incontro con un’imbarcazione da pesca nel tratto di mare a sud di Favignana a confermare i timori di Garibaldi sulla presenza di navi nemiche di pattuglia lungo le coste siciliane. La cronaca del tempo registra anche l’identità del pescatore trapanese, Antonio Strazzera che passerà alla storia come il “pilota di Garibaldi” e al quale verrà poi intitolata una via del paese di Favignana. Nella nostra rivisitazione a fumetti con licenza creativa, abbiamo posto con nota ilare, l’accento sulla diversità dei dialetti parlati in quell’occasione e sulla difficoltà quindi di comprendere appieno il senso di quello che si diceva. Occorre ricordare che l’equipaggio dei due piroscafi era formato da siciliani, veneti, lombardi, liguri e toscani.

Lo stesso pescatore siciliano, in procinto di fornire indicazioni utili ai patrioti sulla presenza o meno di navigli borbonici nei dintorni, stentava a capire Garibaldi e i suoi, tanto che fu necessario chiamare come interprete un suo conterraneo facente parte della variegata spedizione dei Mille.

In effetti due delle quattro navi della Regia marineria di Francesco II di Borbone, di pattuglia al largo, scorgono i due vapori di Garibaldi in procinto di sbarcare nel porto di Marsala, dando il via al cannoneggiamento.

Colpo di scena

Nel porto ci sono anche due mercantili britannici in attesa di caricare i barili di vino marsala per conto dei potenti commercianti Woodhouse, Ingham, Whitaker, Corlett e Wood mentre altre due navi cannoniere di Sua Maestà sono al largo. Temendo danni alle strutture portuali e ai magazzini del pregiato liquore, gli inglesi minacciano rappresaglie contro le navi borboniche. Garibaldi intuendo la situazione a suo favore, non si lascerà scappare quest’occasione.

Nelle prossime tavole, altre suggestioni.

2011 © Fulber Creazioni Trento

   
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