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Social Business Forum 2016

Il IX convegno Social Business Forum, svoltosi a Milano il 6-7 luglio 2016 e di cui l’Osservatorio Storytelling è Partner Advocacy, è incentrato sul termine ‘platfirm’, coniato dagli organizzatori OpenKnowledge, dall’unione di ‘platform’ e ‘firm’ per descrivere la trasformazione di molte aziende in piattaforme per connettere settori aziendali, consumatori con imprese e fornitori in una co-creazione di valore.

Dalle relazioni della due giorni è emerso un concetto base: la piattaforma non è più solo un supporto alle attività e al business, ma è diventata l’asse portante, l’azienda stessa che si apre al mercato e agli stakeholders con una cultura nuova frutto di quella digital disruption che ha investito da tempo tutti i settori.
Si può parlare, quindi, di ‘platform disruption’ che ha avuto un impatto dirompente non solo sulle aziende native digitali quali Airbnb o Uber, ma anche su quelle più tradizionali come General Electics, Barilla, Sanofi e Piaggio.
Se le piattaforme stanno cambiando la nostra vita personale e professionale, consentendoci di accedere a nuovi servizi, restano, tuttavia, fondamentali la customer experience e il contenuto.

La tecnologia è uno strumento, bisogna ragionare “out of the box”, guardare il mondo con gli occhi di una startup, con occhi nuovi: un concetto che torna nei panel attraverso le esperienze dirette raccontate dai relatori.
Le aziende creano divisioni interne o, nei casi più all’avanguardia, esterne che sperimentano, progettano e poi riportano in azienda.

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Simonetta Pozzi, membro dell’Osservatorio Storytelling, ha seguito i lavori del convegno, raccontandoci due cases interessanti dal punto di vista narrativo, quelli di Axa Italia e di Piaggio.

In un intervento dal titolo Born to protect: the storytelling and the storydoing of Axa Italy in the social ecosystem, Isabella Falautano di Axa Italia sottolinea che è cambiato il concetto di piattaforma messa a disposizione degli stakeholders.

«Bisogna essere customer centric in modo reale, essere autenticamente vicini alle persone e raccontare la storia di quello che si è davvero» ricorda la Falautano e precisa inoltre che «storydoing va di pari passo con storytelling e l’azione è più forte di tante parole»

Illustra quindi i progressi della piattaforma Axa Nati per Proteggere, che valorizza il racconto collettivo basato su piccole-grandi storie positive che non hanno voce.
Per questo progetto nelle due campagne passate sono state raccolte oltre 600 storie che hanno avuto 1 milione di visitatori unici e 150.000 voti online, storie che riguardano l’ambiente, la salute, la gestione dei rischi, tutti temi vicini ad Axa. Nel 2016 l’azienda ha ricevuto 350 idee imprenditoriali che verranno selezionate per dar vita a 8 video-storie che verranno pubblicate a settembre.
Il progetto, come si legge nel sito dedicato, è rivolto a innovatori e sognatori, ma non vuole limitarsi a fare storytelling, vuole trasformare le storie in azioni, ossia fare storydoing concreto, facendo ponte/connessione tra soggetti appartenenti a settori diversi, altre aziende o start-up col fine di portare l’innovazione all’interno dell’azienda Axa.

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Sempre sulle piattaforme e sui racconti è incentrato l’intervento Motorcycle, scooters and ebikes: from a moment of disconnection to a world of digital integratio di Davide Zanolini di Piaggio.
La moto ha sempre rappresentato qualcosa di diverso nell’immaginario collettivo, legato al momento di evasione e disconnessione dal mondo, ricorda Zanolini, ma negli ultimi anni si sta verificando un cambiamento culturale che porta ad avvicinarsi al mondo delle moto in età più avanzata con un caldo sostanziale nella vendita di motorini destinati agli adolescenti.
Risulta quindi evidente per l’azienda la necessità di unire innovazione ed emozione, puntando su prodotti innovativi e sulla creazione di communities legate al brand.

Do you Vespa è la piattaforma dove si condividono storie di appassionati possessori o solo fan del brand, una global community di non-followers; i racconti in lingua inglese si condividono e si ottengono premi in miglia.

«Ci interessa far parlare i fan delle loro passioni e non del prodotto» afferma Zanolini, sottolineando l’importanza della customer experience, valore fondamentale per l’azienda.