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La mamma è sacra. O no? – INTERVISTA AL SIGNOR DISTRUGGERE

SIGNOR DISTRUGGERE

Intervista di ANNA MARTINI

 

“Nessuno stato è così simile alla pazzia da un lato,

 e al divino dall’altro, quanto l’essere incinta.”

Erica Jong

 

“Una brutta maternità

può generare crimini efferati”

Alda Merini

 

Nell’epoca in cui il sotto-sopra di Stranger Things e i viaggi nel tempo di Dark sono il nostro pane quotidiano, noi di NJ non potevamo non indagare sul lato oscuro di ciò che è sacro per antonomasia: le mamme. In articolo con intervista vi accompagneremo perciò a esplorare un l’universo parallelo delle “mamme pancine” protagoniste di una dimensione genitoriale che afferma con convinzione estrema la propria sacralità.

In questa operazione di scavo del loro immaginario ci siamo fatti guidare da chi per primo le ha scovate nei meandri dei social e le ha fatte conoscere al mondo: il Signor Distruggere, alias Vincenzo Maisto che con il suo blog e i suoi canali monitora e racconta quotidianamente con ironia questo fenomeno del web e che ha risposto alle nostre domande sul fenomeno.

Ma prima proviamo a tracciare un identikit delle mamme pancine seguendo la contro- narrazione che ne scoperchia il vaso di Pandora, quella del Signor Distruggere col suo blog che, post dopo post, nel 2018 pubblica un libro per Rizzoli tutto dedicato a loro: “Le pancine d’amore. Viaggio tragicomico nell’estremismo materno da social network”. Un racconto puntuale che ci aiuta ad individuare e approfondire tutti gli elementi di sacralità del fenomeno

Nei gruppi Facebook dove si ritrovano e vivono il loro “estremismo materno” le mamme pancine danno vita a un vero e proprio fenomeno antropologico. Sono solite chiamarsi “pancine d’amore”, “mammine”, “panciose”, “pancine di cuore”, “pancinelle”. Si considerano le uniche “vere mamme” perché hanno “l’amore nel cuore”. Non riconosco altra voce autorevole all’infuori della propria e di quella delle proprie simili. Chi non è una mamma pancina è una “facilina”, “maestrina” o “laureata al classico” e rappresenta il vero male.  Questi gruppi – confessionali sono un esempio perfetto di “eco – chamber” tipica dei social media, che può ricordare nei casi estremi le sfumature di una vera setta. La madre è sacra e intoccabile e assistiamo quotidianamente alla celebrazione esasperata della maternità come momento divino in cui la donna è santificata.

Il santo latte. Il latte materno è considerato dalle Pancine una bevanda sacra, “antibiotico naturale”, panacea per tutti i mali: hanno per l’allattamento una forma di feticismo, un meccanismo malato che le trasforma in “Mammucche” che allattano i propri figli fino all’età di otto anni e oltre. Le Pancine si sfidano tra loro a chi allatta più a lungo i propri pargoli ed ambisce ad essere eletta dal gruppo “Tetta d’oro” d’argento o di diamante. Il latte materno viene anche usato in cucina in ricette destinate ai propri figli, familiari e vicini di casa ignari e diventa così una sorta di “ambrosia”, cibo per gli dei, primi fra tutti i propri figli, gli “angeli” delle pancine. Cosa succede però se una pancina non può essere una mammucca? Qualunque madre cessi di allattare il proprio figlio e scelga per qualsiasi motivo – anche di salute – di sostituire il proprio latte con quello artificiale, e compie il fatale errore di condividere la scelta col gruppo, viene prontamente accusata di non essere più una vera madre, di essere egoista e “non avere il vero amore nel cuore”.

Le mamme pancine e la religione. Si dichiarano tutte credenti. Nel loro credo vengono estremizzati molti aspetti della religione cattolica e legati a doppio filo con le pratiche della superstizione. Le mamme pancine credono al potere oscuro dell’invidia e del malocchio e al potere dell’amore materno che è salvifico e dà saggezza. Sono dedite a molti riti poco ortodossi, come preparazione di pozioni con fluidi corporei – sangue, urina, saliva, sperma del marito – con annesse preghiere e riti della fertilità in cui si bruciano assorbenti usati sul balcone di casa. Il significato di questi riti propiziatori che ricordano le pratiche Vudù possono essere vari: dagli incantesimi d’amore fino ai riti per scongiurare tradimenti di mariti e allontanare dalla casa il maligno. Non mancano i gioielli della fertilità a forma di vagina e la vagina cake o torta partoritrice: pasticceria splatter degna di Quentin Tarantino, una sorta di ex-voto e di pratica propiziatoria arrivata dall’America e prontamente adottata delle pancine italiane.

Nuove reliquie, oggetti sacri e tabù. Sono solite raccogliere e confezionare i feticci legati al momento del parto e della gravidanza: dalla vestaglia, alle ciabattine del parto in ospedale da conservare in casa in bella vista in una teca di cristallo, fino alla placenta e al cordone ombelicale che si trasformano in cibo, oggetti, gioielli e complementi di arredo. Si val dal cannibalismo del Placenta Cooking alle coccarde con sacchi di placenta attaccate sui portoni condominiali.”.

I profeti delle mamme pancine. Nel gruppo segreto “Pancine, cuori e bimbi” le admin Sabrina e Debora gestiscono le pubblicazioni e l’ingresso di nuovi membri e l’uscita di vecchi in modo autoritario e secondo un preciso regolamento che non ammette “critiche” alle mamme e propone i consigli legali di una fantomatica mamma Elisabetta laureata in giurisprudenza, medicina e psicologia. Nel gruppo “Mamme piene di grazia” abbiamo l’ammissione di nuove mamme solo sotto giuramento. Ma queste mamme admin non sono solo amministratrici ma vere e proprie guide spirituali per le pancine che le interpellano ogni volta che hanno bisogno di un consiglio.

 

 

Nel racconto della maternità della Mamme pancine il sacro arriva al paradosso di non essere più condivisibile nelle sue forme da un pubblico più ampio, estraneo alla narrazione auto-referenziale dei loro gruppi. E a dare vita, fatalmente, a una contro-narrazione che ne evidenzi le contraddizioni e gli eccessi: ecco cosa ci ha raccontato Vincenzo Maisto su come è nato il suo blog e cosa pensi del fenomeno.

Chi è e come nasce il Signor Distruggere?

Il blog è nato nel 2011 e si chiamava “Distruggere i sogni altrui esponendo la realtà oggettiva” che è anche il titolo del primo libro pubblicato nel 2015. Il nome “Signor Distruggere” mi è stato affibbiato da una ragazza in transito all’aeroporto di Barcellona. Lei era diretta al cammino di Santiago, io quindi le elencai una serie di validi motivi per non andarci. Mi apostrofò quindi così.

Perché hai deciso di iniziare questo racconto delle mamme pancine?

Su Facebook ho sempre condiviso cose divertenti. Nel 2016 qualcuno mi segnalò un post di una pagina pubblica incentrata sul tema della maternità. La condivisione creò dibattito e fu esilarante, non potevo sapere che non si trattava di un caso isolato, ma di un fenomeno di massa.

Essere madre sembra essere la massima aspirazione della vita delle pancine, tanto da voler essere mamme a tutti i costi. È in questo quadro di significati che possiamo collocare il fenomeno delle Bambole Reborn?

Le bambole reborn non sono un gadget usato dalle mamme pancine, ma da collezioniste impiegate in un macabro gioco di ruolo. Sono persone che non vogliono avere figli veri e che utilizzano i fantocci per ingannare il prossimo. Ovviamente non tutte le collezioniste lo fanno, ma una piccola minoranza.

L’altro lato della Luna Nera”: Che ruolo hanno gli uomini in questo universo femminile?

Non ho mai immaginato queste donne sposate con Alberto Angela. In base ai racconti delle mamme pancine abbiamo un chiaro quadro di quanti problemi abbiano anche i loro mariti. Vengono meno all’occhio perché, evidentemente, avendo meno tempo libero delle mogli (realtà dove il patriarcato va alla grande), non raccontano su Facebook ogni minima cosa che accade nella loro quotidianità.

Il “regno” di ogni pancina è la propria casa e il proprio condominio: lì si consumano tutte le pratiche della sua vita dal concepimento alla crescita dei figli ai riti propiziatori dedicati alla fertilità.

La casa ha le caratteristiche inviolabili di un tempio sacro? Quello credo per tutti, non solo per le mamme pancine.

“La Teoria del gender e altre cose malvagie”: Per le mamme pancine tutto ciò che è diverso da loro, tutto ciò che non comprendono o le contraddice è l’incarnazione del male – compreso il Signor Distruggere?  

Andrebbe chiesto a loro, ma credo di sì.

 

Il Signor Distruggere, alias Vincenzo Maisto, è un blogger, scrittore per Rizzoli e Influencer salernitano seguitissimo sui social network con oltre un milione di followers distribuiti sue tre social: Facebook, Instagram e Twitter. Partecipa spesso a eventi, fiere di tipo ludico e trasmissioni televisive nazionali. Autore di un dissacrante libro del 2015 dal titolo “Distruggere i sogni altrui esponendo la realtà oggettiva“, incentrato sul precariato giovanile e che raccoglie con sarcasmo e ironia la rubrica “Il mio essere choosy“, pubblicata all’epoca a puntate. Un ebook pubblicato, invece, nel 2016 dal titolo “Mamme vegane contro l’invidia“, che è ancora tra i best seller di Amazon e un altro libro del 2018, pubblicato questa volta con Rizzoli, dal titolo “Le Pancine D’Amore“. Nel 2017 vince un MacchiaNera Internet Awards nella categoria “Miglior articolo o post” con “Il Fanatico mondo delle mamme“, battendo nella competizione, tra gli altri, Enrico Mentana e Selvaggia Lucarelli. Sostenitore dei diritti per la comunità LGBT, dell’uguaglianza e rispetto per le donne, della ricerca scientifica e medica, dell’integrazione per le minoranze, del Giornalismo con la “G” maiuscola e della laicità dello Stato.  È “europeista” convinto. Il Signor Distruggere è il suo terzo e ultimo blog.

Fonte: https://www.ilsignordistruggere.com/info-il-signor-distruggere/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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