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Viaggio nel profondo divario del piacere

di Alice Avallone

ABSTRACT: Sono trascorsi quasi sessanta anni dalla rivoluzione sessuale degli anni ’60 negli Stati Uniti, eppure persiste il silenzio che circonda il piacere delle donne. In questo articolo si indaga come si sta sviluppando oggi il rapporto tra benessere femminile e sesso, e in che modo alcuni brand stanno rispondendo a questa mutevole conversazione culturale. Il punto di partenza è la Fem Tech, ovvero la female technology, un mercato in forte espansione e intrinsecamente femminista nei suoi valori; il suo successo ha dimostrato una reale volontà di aprire la discussione sulla salute e il benessere delle donne mettendo in primo piano l’appagamento sessuale, anche grazie ad app mobile e sex toys. In parallelo, i tabù culturali vengono via via smantellati da progetti digitali che nascono per aiutare coloro che si sentono ancora in imbarazzo a parlare di sesso. Un sesso che le donne, anche grazie alla tecnologia e alle piattaforme digitali, oggi possono vivere con più libertà.

ABSTRACT: A journey into the deep gap of pleasure. Almost sixty years have passed since the sexual revolution of the 1960s in the United States, yet the silence surrounding the pleasure of women persists. In this article we investigate how the relationship between female well-being and sex is developing today, and how some brands are responding to this changing cultural conversation. The starting point is the female technology, as know as FemTech, a rapidly expanding and intrinsically feminist in its values market; its success has shown a real desire to open the discussion on women’s health and well-being by focusing on sexual fulfillment, also thanks to mobile apps and sex toys. In parallel, cultural taboos are gradually dismantled by digital projects launched to help those who still feel embarrassed to talk about sex. A sex that women, thanks to technology and digital platforms, can now live with more freedom and far from prejudices.

KEYWORDS: sesso, benessere, donne, femtech, sextech


 

Il contesto

Nel diciannovesimo secolo, le narrazioni delle pubblicità per i “massaggiatori personali” avevano come protagoniste donne che stringevano oggetti robusti e che sorridevano serene con la promessa di un benessere a tutto tondo, dal sollievo dal mal di testa alla ritrovata luminosità del viso. Non erano presenti riferimenti sessuali espliciti, ma quasi tutti sapevano a cosa servivano davvero quei gadget (Laden, 2013).

La popolarità dell’etica del benessere di mente, corpo e anima ha colpito per anni l’immaginario globale, soprattutto dagli anni Cinquanta in poi: i tre principi di base – tanto movimento, cibo sano e buon sonno – hanno avuto così influenza che, già due anni fa, il Global Wellness Institute ha stimato che il settore valeva 4,2 trilioni di dollari (GWI, 2018). Un’industria fiorente, dunque, ma che fatica ancora oggi a parlare in modo esplicito di un quarto principio, legato al benessere sessuale, soprattutto per le donne.

Rispetto al passato, gli atteggiamenti nei confronti della donna e del suo corpo hanno fatto molta strada, soprattutto grazie alla tecnologia e alla Rete che hanno dato un’esposizione mainstream a temi che spesso sono stati oggetto di stigmatizzazione, dall’esercizio del pavimento pelvico al controllo delle vampate di calore, fino ad arrivare all’auto-stimolazione per raggiungere l’orgasmo.

 

La ricerca del benessere e della libertà sessuale

La cosiddetta female technology, abbreviata in FemTech, è un mercato in forte espansione nel mondo e riguarda tutto il comparto tecnologico che ha come focus la salute femminile, compresa quella legata al sesso e alla sessualità. Ma non solo: lo sviluppo della FemTech nasce e si sviluppa in un momento storico di una più ampia campagna sull’emancipazione delle donne. Secondo alcune stime, i recenti movimenti a difesa dei diritti di autonomia femminile fisica e psicologica come il #MeToo, il #LeanIn e il The Women’s March hanno coinvolto 4,2 milioni di persone in tutto il mondo (Chenoweth E., Pressman J., 2017).

L’espansione di tale settore e l’esigenza di rompere i tabù sul corpo femminile hanno iniziato ad andare di pari passo, aprendo un dialogo sociale autentico su questo tema. Negli ultimi anni, infatti, la tecnologia ha iniziato ad aiutare le donne a risolvere problematiche e vulnerabilità che da tempo venivano messe da parte, come nel caso delle app mobile dedicate al tracciamento del ciclo e della temperatura basale come metodo contraccettivo o per la ricerca di una gravidanza.

I recenti movimenti femministi hanno portato alla nascita anche a piattaforme per il consenso sul sesso, come legalfling.io, basata su un contratto tra le parti e una “stretta di mano digitale” prima di un rapporto intimo. Si tratta dunque di un modo per certificare il consenso tra i due partner, che ha come speranza quella di arginare l’epidemia di aggressioni sessuali, soprattutto all’interno dei campus. Un segnale, quest’ultimo, che da un lato cerca la risoluzione di un problema sociale e patriarcale molto più ampio, e dall’altro lato è prova di come le donne stiano affrontando tali problemi proprio con la tecnologia.

 

La fiorente industria del sextech

Sotto l’ampio ombrello della FemTech, che affronta, come abbiamo visto, il tema della salute sessuale, il ramo della SexTech prende in considerazione, l’appagamento sessuale delle donne e il divario tra il piacere femminile e quello maschile. Un articolo pubblicato lo scorso anno sul Journal of Sexual Medicine ha rivelato che esiste un divario tra donna e uomo che non è solo retributivo, ma è anche di piacere: tra le coppie eterosessuali sposate raggiunge l’orgasmo l’87% dei mariti e appena il 49% delle mogli (Busby D., Holmes E., Leonhardt N., Willoughby B., Yorgason J., 2018).

Se il piacere contribuisce alla salute sessuale di uomini e donne, affermazione sulla quale concorda anche l’Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite nella sezione Sexual and reproductive health del portale who.int, un simile divario sta rendendo le donne sproporzionatamente più esposte e fragili. Per attutire gli effetti negativi, i sex toys tecnologici hanno un ruolo sempre più importante, rimarcando quanto la sessualità femminile sia una parte centrale del benessere. In particolare, le aziende di giocattoli sessuali gestite da donne mirano a invertire il pregiudizio che raggiungere l’orgasmo con un’auto-stimolazione sia qualcosa di sporco o deplorevole.

Women of Sextech, una comunità di donne tecnofile che lavorano per trasformare il settore, ha preso vita per sostenere le donne che lavorano in questo campo tradizionalmente maschile. Tra loro, ci sono anche Alexandra Fine e Janet Lieberman, che si sono unite per creare Dame Products, linea di oggetti volti a colmare proprio il divario di piacere. Piuttosto che basarsi sulla propria esperienza le due fondatrici hanno adottato un approccio collaborativo alla ricerca e allo sviluppo, dando voce al pubblico al fine di testare i prodotti e ascoltare le opinioni. Ogni loro vibratore è ricaricabile, impermeabile e realizzato in silicone per uso medico, e in colori compatibili con i gusti della Generazione Y come il lavanda, il giallo limone e il rosa quarzo – allontanandosi così dalla tradizione dei giocattoli color carne o a forma di fallo.

 

Il caso di OMGYes

Altre realtà stanno cercando di spezzare il tabù sulla sessualità femminile anche con l’educazione. Il sito web OMGYes è una banca di informazioni basata su una ricerca, condotta su un campione di 2.000 donne dai 18 ai 95 anni, che insegna alle donne e ai loro partner il piacere femminile. Il portale è frutto di dati raccolti durante due step di studio scientifico. La prima fase è partita da un’indagine qualitativa, analizzando chat video di donne intente a discutere delle loro esperienze sessuali. Gli insight sono poi stati utilizzati per la seconda fase, ovvero per definire le preferenze sul piacere sessuale: sono state così classificate 12 tecniche che le donne utilizzano per aumentare il proprio piacere e le probabilità di raggiungere l’orgasmo.

Su OMGYes è possibile sottoscrivere un abbonamento a pagamento per accedere alla prima stagione di contenuti, dove sono presenti anche undici video interattivi, che mostrano le immagini di una vulva che si muove a seconda del tocco dato dall’utente e produce feedback verbali, ad esempio dando segnali di incoraggiamento se si sta facendo una giusta stimolazione, o dando un piccolo aiuto per sollecitare con il cursore nella giusta direzione.

Questo caso studio dimostra come l’educazione sia un fattore essenziale per l’empowerment femminile. Gli utenti di OMGYes, infatti, sono equamente divisi tra uomini e donne, il che dimostra che entrambi i sessi sono ugualmente interessati a conoscere le meccaniche dietro al piacere femminile e imparare a utilizzare gli strumenti per migliorare la vita sessuale della propria partner.

 

In conclusione

Benché molti dei tabù culturali sul piacere femminile debbano ancora essere smantellati, la sessualità delle donne sta diventando un argomento sempre più presente nelle conversazioni di tutti i giorni, il che aiuta a far luce su prodotti di alta qualità all’interno dell’industria della FemTech.

Certo, il fattore imbarazzo persiste, ma anche l’accessibilità a tali prodotti ha un ruolo: potrebbe volerci ancora un po’ di tempo prima di trovare oggetti del piacere femminile sugli scaffali dei supermercati. Nonostante ciò, la presenza di e-commerce dedicati significa che in realtà il tema della distribuzione nei rivenditori fisici ha poca importanza. Oltre a essere semplice, affidabile e veloce, l’acquisto di prodotti per il benessere sessuale online offre spesso anche la possibilità per le donne di chattare e confrontarsi con altre clienti. Un’ulteriore conferma di come la tecnologia stia eliminando le ultime barriere culturali e creando le fondamenta per ponti solidi in grado di colmare il divario tra uomo e donna.

 


Bibliografia:

  • Busby D., Holmes E., Leonhardt N., Willoughby B., Yorgason J., (2018) The Significance of the Female Orgasm: A Nationally Representative, Dyadic Study of Newlyweds’ Orgasm Experience. The Journal of Sexual Medicine (Volume 15, Issue 8): 1140–1148
  • Chenoweth E., Pressman J. (2017). Crowd Estimates. Data. Retrieved from: docs.google.com/spreadsheets/u/1/d/1xa0iLqYKz8x9Yc_rfhtmSOJQ2EGgeUVjvV4A8LsIaxY/htmlview?sle=true#gid=0
  • Laden T. (2013). Fucking Hysterical: A Timeline of Vintage Vibrators. Vice. Retrieved from: www.vice.com/en_us/article/mvpy4b/fucking-hysterical-a-timeline-of-vintage-vibrators
  • GWI (2018). Global Wellness Economy Monitor. Global Wellness Institute. Retrieved from: globalwellnessinstitute.org/press-room/statistics-and-facts

 

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